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AUTUNNO: CADUTA DEI CAPELLI

 

A cura dei farmacisti A.S.M. Rieti S.p.A.

L’arrivo dell’autunno porta con sé una “triste” ricorrenza che spesso diventa fonte di preoccupazione per uomini e donne: la caduta dei capelli. Così si inizia a constatare un preoccupante aumento di capelli caduti sul cuscino al mattino, o di quelli rimasti nel pettine. Le cause di questo fenomeno non sono del tutto note, benché gli specialisti lo considerino un fatto fisiologico temporaneo.
La dottrina dermatologica insegna, però, che i capelli che cadono in questo periodo, in
realtà, sono entrati nella fase finale di crescita, detta”telogen”. Essa ha una durata di
tre mesi, trascorsi i quali i capelli inevitabilmente cadono
È importante tener presente, però, che non si tratta di una perdita fine a se stessa, in quanto la caduta avviene per lasciar spazio ad un nuovo capello in crescita (tale fase
è detta “anagen”, ed ha una durata variabile che oscilla tra i due e i sette anni circa).
Quella alla quale si fa fronte nel cambio di stagione, quindi, non è una perdita, ma un
rinnovo.

Ciò avviene a causa della nostra stessa natura: l’uomo, a differenza di altri mammiferi, ha una muta “a mosaico”, espressione con la quale si definisce un rinnovo costante del 10% circa della chioma.
In alcuni momenti, però, come nel sopraggiungere della stagione autunnale, aumenta la quota di capelli in telogen.
Le motivazioni alle quali più spesso si imputa questo fenomeno sono da ricercare nella stagione estiva appena trascorsa: l’eccessiva sudorazione, che danneggia il capello privandolo dei minerali e degli oligoelementi necessari, e il cambio di temperatura al quale il capello è sottoposto con l’arrivo dell’autunno.

Il tutto si accentua poi con l’insorgere delle sindromi influenzali alle quali si fa fronte con l’assunzione di alcuni farmaci, come antibiotici ed antinfiammatori che indeboliscono
ulteriormente il cuoio capelluto.
Questa condizione di stress del capello è da considerarsi un periodo di adattamento,
al termine del quale l’organismo ripristina le condizioni ideali. Nel frattempo, per salvaguardare la salute dei capelli è bene agire su due fronti: quello igienico-cosmetologico e quello alimentare.
Sotto il primo profilo è bene, ad esempio, lavare i capelli un paio di volte a settimana con shampoo delicati. Si può usare il balsamo, ma senza eccedere nel dosaggio. Utilissimo
massaggiare la cute del cuoio capelluto per stimolare la circolazione dermica (e un buon afflusso di sangue a livello bulbare).
Si consiglia, inoltre, di evitare o ridurre al minimo l’uso di tinture e lacche con agenti chimici.
Dal punto di vista alimentare, poi, resta di fondamentale importanza una dieta varia e ben equilibrata, contenente frutta e verdura di stagione, cereali presenti nella pasta e nel riso, pesce, uova e carne, che sono una fonte insostituibile di proteine. È buona regola inoltre limitare dolci e grassi saturi.
Un apporto aggiuntivo di grande utilità viene fornito da minerali (ferro, rame e zinco), aminoacidi solforati (cistina, cisteina, metionina), vitamine anti – radicali liberi (C ed E). Tutti questi elementi contribuiscono alla salute ed alla longevità del capello e ne contrastano la caduta nel breve periodo, in tutte quelle situazioni “critiche” come cambi di stagione, appunto, situazioni di stress o diete drastiche.
Si parla invece di alopecia quando i capelli che cadono non vengono rimpiazzati. Il termine alopecia deriva dal greco alopex, che significa volpe. In dermatologia viene usato in
riferimento alla caduta di peli, per ricordarne la cosiddetta muta, caratteristica di questo animale. Il territorio di elezione delle alopecie in prevalenza è identificabile nel cuoio capelluto e le stesse sono classificabili in: transitorie o non cicatriziali e permanenti o cicatriziali, a seconda che la causa che ne determina l’insorgenza distrugga o meno il follicolo.

 Tra le alopecie la più comune è indubbiamente quella androgenetica: più nota come
“calvizie comune”. Essa è geneticamente determinata, influenzata cioè dagli ormoni maschili e compare alla pubertà, con una recessione della linea di impianto dei capelli nella regione frontale. Per una valutazione del grado di calvizie è universalmente accettata la classificazione proposta dalla “scala di Hamilton”. Partendo dai gradi I,II,IIa, che vengono considerati nella norma, si passa ad un arretramento bitemporale simmetrico della linea di attaccatura dei capelli; segue quindi la calvizie del vertice per finire al grado VI e VII, dove c’è confluenza della calvizie frontale e del vertice, risparmiando solo le aree laterali e occipitali del cuoio capelluto.
Si deve tener presente che i fattori ai quali è imputabile la caduta dei capelli sono molteplici, è perciò da considerarsi necessaria la valutazione di un dermatologo per stabilire la natura del proprio problema e l’eventuale rimedio, onde evitare terapie fai da te, che risultano spesso improduttive ed assai dispendiose.
Tuttavia, il primo rimedio utile è certamente non farsi prendere dal panico, che agisce negativamente aumentando lo stress.
Dopo aver individuato la causa, si agisce di conseguenza. Ad esempio se si ha a che fare con un problema ormonale, alla donna si prescrive la pillola anticoncezionale, mentre per l’uomo il farmaco più efficace in tal senso è la finasteride: un medicinale che si usa anche per ridurre le dimensioni della prostata. In altri casi, la caduta può essere causata dalla circolazione del sangue: pertanto si agisce somministrando fluidificanti, come i derivati dell’aspirina.
Se si tratta di perdita di capelli dovuta a carenze nutrizionali, si cerca di reintegrare queste mancanze nell’organismo.
Quando la predisposizione genetica è forte, l’arresto della caduta è difficile e l’unica soluzione possibile in questo senso è l’autotrapianto dei capelli dalla zona della nuca. In ogni caso è bene aver cura dei propri capelli evitando trattamenti legati a fattori prettamente estetici che possono risultare assai dannosi, quali: stirature a caldo (che possono causare ustioni con cicatrici dove la ricrescita del capello viene definitivamente compromessa) ed alcuni tipi di pettinature etniche completamente inadatte al nostro tipo di capelli.

Vi ricordiamo che il farmacista è sempre a vostra disposizione per chiarire ogni dubbio e per consentirvi di accedere nella maniera più idonea al mondo del farmaco. Pertanto, se avete quesiti particolari da sottoporci siamo permanentemente a vostra disposizione.
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