INFLUENZE E VACCINAZIONI
A cura dei farmacisti A.S.M. Rieti S.p.A.
Swine Flu, ovvero Inflenza Suina, così è stata denominata dalla stampa sin da quando – verso maggio di quest’anno – colpì duramente il Messico e, successivamente gli Stati Uniti, per assumere poi le caratteristiche pandemiche.
In realtà, è proprio da questo animale che è partito tutto, dal momento che è uno dei più importanti veicoli di mutazioni virali che poi interessano l’uomo. In effetti, i virus mutano e spesso vengono a crearsi delle forme completamente nuove, che l’organismo umano non riconosce o per i quali non ha sviluppato gli specifici anticorpi. “Hong Kong”, “Aviaria”, “Sars”: ecco i nomi dei precedenti tipi di influenze pandemiche che hanno colpito l’uomo negli ultimi decenni, determinando numerosi casi mortali, prima che la specie umana sviluppasse gli anticorpi e che i virus mutassero in forme simili ma meno dannose. Il cosiddetto Drift Antigenico è, infatti, la capacità di adattamento del virus, che permette ad esso di replicarsi anche in persone già precedentemente colpite e richiede ogni anno la produzione di nuovi vaccini per essere contrastato. Nel caso dei suddetti ceppi influenzali e del più attuale virus H1N1, per mezzo di un diverso meccanismo chiamato Shift Antigenico. A causa della ricombinazione con altri virus già presenti nei suini, si è venuta a formare una specie completamente diversa dai precedenti e verso il quale l’uomo non ha alcun tipo di difesa immunitaria.
Questo ha permesso al virus H1N1 di diffondersi velocemente in molte parti del mondo, coprendo, in alcuni paesi come la Nuova Zelanda, l’80% delle influenze totali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità fa infatti notare come la popolazione esposta al contagio sia molto estesa ma, d’altro canto, che i timori iniziali di una pericolosa pandemia, si siano risolti sì in una forma aggressiva, ma non più di una classica influenza stagionale.
Infatti, il rischio di eventi gravi o letali è, a tutt’oggi, sovrapponibile a quello che si osserva nelle influenze annuali, con diversità per ciò che riguarda i soggetti colpiti.
Se nelle comuni influenze i soggetti più a rischio sono gli anziani e i malati, nel caso dell’influenza A, di cui è responsabile in virus H1N1, lo sono i bambini in età scolare, i ragazzi e le persone sane.
Ciò ha apportato una certa apprensione dell’opinione pubblica e alcune ipotesi di misure cautelative, a cui ricorrere per frenare il dilagarsi della malattia, non sono state di certo rassicuranti.
Il Ministero parla già di tre milioni di casi di contagio previsti, ai quali si andranno a sommare i casi dovuti all’influenza stagionale. Nei prossimi mesi infatti le due influenze andranno a sovrapporsi. Inoltre, essendo molto simili i sintomi, sarà molto difficile distinguere in chi ne fosse colpito, di quale si tratti.
Mai come quest’anno quindi, la vaccinazione dovrebbe essere consigliata.
Ci saranno a disposizione due vaccini diversi. Il primo è il consueto vaccino trivalente per l’influenza stagionale, consigliato per i bambini di età compresa tra i sei mesi ed i quattro anni, alle persone anziane e ai pazienti di qualsiasi età affetti da patologie croniche e alle donne in gravidanza, seguendo uno schema posologico che prevede l’utilizzo di una singola dose da 0,5 ml negli adulti e nei bambini di almeno tre anni e di 0,25 ml nei bambini tra i sei ed i trentacinque mesi di età. Dato che nella maggior parte degli adulti gli anticorpi raggiungono un picco di concentrazione sierica due settimane dopo la vaccinazione e circa dopo quattro settimane nei soggetti più giovani, se ne consiglia l’utilizzo durante il mese di ottobre o di novembre.
Il secondo è un vaccino monovalente, diretto contro il nuovo virus H1N1. Quando quest’ultimo vaccino sarà disponibile, la campagna vaccinale prevederà l’immunizzazione del 40% della popolazione: una prima parte con molta probabilità nella seconda metà di novembre e una seconda nei primi mesi del prossimo anno.
Al livello europeo ed internazionale e secondo quanto diramato con l’ordinanza ministeriale dell’11 settembre scorso, i criteri della scelta dei gruppi a cui destinare inizialmente il vaccino saranno comuni e prevederanno, inizialmente, la somministrazione nelle seguenti categorie.
- personale sanitario che garantisce prestazioni assistenziali;
- forze dell’ordine e personale che garantisce i servizi pubblici;
- donne al secondo o al terzo mese di gravidanza;
- soggetti a rischio affetti da patologie croniche gravi.
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