Omeopatia
Tutti i rimedi qui di seguito indicati possono essere assunti alla diluizione 7 CH, salvo che non sia espressamente indicata una diversa diluizione, nella misura di 2-3 granuli a distanza ravvicinata in fase acuta (anche ogni 5-10 minuti), per ridurre successivamente la frequenza di assunzione parallelamente al beneficio ottenuto; la somministrazione va sospesa una volta ottenuta la guarigione.
Vanno considerate comunque tutte le possibili azioni preventive che possono essere predisposte con il trattamento omeopatico, ottenibili con quelli che molti chiamano impropriamente il “vaccino omeopatico” attraverso l'impiego di preparati come Oscillococcinum 200 K.
Tra i rimedi indicati nel trattamento della forma di tosse troviamo:
Aconitum: tosse secca, rauca, insorta in genere alla sera dopo esposizione al vento freddo o al freddo secco; può esservi febbre alta ma il malato non suda.
Belladonna: tosse secca, stizzosa, con senso di pizzicore in gola; il malato suda per la febbre, irradia calore a distanza ed ha le pupille dilatate.
Bryonia: tosse secca, profonda, con dolori su tutto il torace mentre si tossisce; la tosse si instaura gradualmente, in genere dopo esposizione al freddo umido; è presente sete intensa di acqua fresca.
Orthohistaminum 9CH: Indicato particolarmente per tutte le forme di tosse con una componente allergica o comunque di tipo infiammatorio. Particolarmente quando la tosse è ancora secca, stridente e non produttiva.
Sambucus nigra: tosse secca, brusca e soffocante; c'è difficoltà respiratoria per cui il malato ha difficoltà ad espirare, e per farlo deve sedersi sul letto; rimane comunque di colorito cianotico; durante il sonno non c'è sudorazione, benché sia invece intensissima al momento del risveglio.
Spongia tosta: tosse secca e talora sibilante, sempre raspante in gola, accompagnata da secchezza nasale e da sensazione di bruciore in gola che migliora bevendo una bevanda calda.
Antimonium tartaricum: tosse “purtroppo” secca, con sensazione di non riuscire ad espellere il catarro che si forma nei bronchi; sensazione di prostrazione, con pelle pallida, fredda e sudata.
Ignatia amara: tosse secca, fastidiosa, che peggiora quando si comincia a tossire; migliora muovendosi e distraendosi dal pensiero della tosse.
Ipeca: tosse spasmodica che diventa presto grassa; c'è un grosso accumulo di catarro nei bronchi, e la tosse è sempre accompagnata da sensazione di nausea con abbondante salivazione.
Pulsatilla: tosse grassa con catarro denso, giallastro; la tosse è secca durante la notte, per cui bisogna sedersi sul letto per respirare meglio, ed è invece grassa durante il giorno.
Drosera 9 CH o 15 CH: tosse secca spasmodica, che insorge ad accessi, a volte subentranti uno all'altro, senza lasciare requie o possibilità di espettorare al malato; è peggio soprattutto di notte, stando coricati, ma non migliora mettendosi a sedere; la tosse scatena dolori al torace e all' addome, che devono essere premuti con le mani.
Corallium rubrum: tosse violenta e quasi esplosiva; il malato non riesce ad impedirla, ed è infastidito dall' aria fresca che gli scatena gli accessi di tosse.
Cuprum metallicum: tosse secca e pertussoide, che migliora però bevendo un sorso d'acqua fredda.
Rumex crispus: tosse in genere secca, con sensazione di solletico sul giugulo, che peggiora al contatto dell' aria fresca durante la respirazione; peggiora distendendosi alla sera e al risveglio al mattino.
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